Da smarz a sostenibile e utilizzabile


Sono le piccole scelte a fare la differenza?

Qui si trovano delle piccole scelte per ridare vita a strumenti ancora validi. In controtendenza alla ricerca del nuovo da “consumare”….

Per Serge Latouche “Oggi viviamo in una società fagocitata da un’esigenza di crescita che non ha più motivi economici, ma è crescita per la crescita. Illimitatezza del prodotto, quindi illimitatezza dello sfruttamento delle risorse naturali rinnovabili e non rinnovabili. Illimitatezza del consumo e quindi dei rifiuti e dello spreco, ossia dell’inquinamento dell’acqua e dell’aria”. Una ricerca della crescita alimentata dalla pubblicità che fa desiderare quello che non si ha; sostenuta dalla banche “pronte a prestare denaro, quasi all’infinito” e condizionata dall’obsolescenza programmata: “Siamo condannati a consumare perché i nostri strumenti sono programmati per deteriorarsi più in fretta possibile”.

“Noi occidentali siamo meno del 20% della popolazione mondiale, ma consumiamo l’86% delle risorse naturali. Il nostro stile di vita distrugge la resilienza, la capacità dell’organismo terrestre di affrontare lo shock del cambiamento climatico come la perdita di biodiversità”.

Le critiche del filosofo francese sono quindi rivolte verso quel modello di società individualista che “ha permesso di liberare le forze distruttive, su cui è basata la società dei consumi e crescita”. Di fatto la ricerca dell’accumulazione continua è “una guerra tutti contro tutti. E’ una guerra contro la natura, perché non ci accorgiamo che in questo modo distruggiamo più rapidamente il pianeta. Stiamo facendo la guerra agli uomini. Anche un bambino capirebbe quello che politici ed economisti fingono di non vedere: una crescita infinita è per definizione assurda in un pianeta finito, ma non lo capiremo finché non lo avremo distrutto. Per fare la pace dobbiamo abbandonarci all’abbondanza frugale, accontentarci. Dobbiamo imparare a ricostruire i rapporti sociali”. (da una intervista pubblicata su La Repubblica).